Ecco i simboli beneauguranti per la tavola di Fineanno

(di Manuela Zanni) A Capodanno, la tavola si riveste di simboli: lenticchie, melagrana, noci, castagne, uva, sono solo alcuni dei cibi “propiziatori” di una buona sorte che non possono mancare in occasione della notte in cui si passa dal vecchio al nuovo anno.

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Al cenone del 31 immancabile il cotechino..di lenticchie però!

cotechino ok( di Manuela Zanni) Le lenticchie sono  tra gli alimenti che proprio non devono mancare sulla tavola di fineanno. Di solito sono associate al cotechino ma  non tutti amano questo prodotto  sia perchè lo ritengono calorico che perchè sono sempre più numerosi i vegetariani e i vegani che hanno bandito dalla propria alimentazione gli alimenti di origine animale per motivi etici. Di seguito vi proponiamo la semplice e gustosa ricetta del cotechino di lenticchie per stupire i vostri ospiti, vegetariani e non.
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A Capodanno prepariamo il panettone in versione salata!

Capodanno(di Manuela Zanni) Il panettone gastronomico è una trovata recente rispetto alla tradizione consolidata che incorona il noto dolce meneghino sovrano della tavola delle feste. Si tratta, infatti, di una invenzione dei panettonifici che, pur avendo la classica forma di questo dolce, nasconde, in realtà, un impasto sapido, adatto ai formaggi, salumi e ortaggi che, di norma, costituiscono il classico antipasto dei giorni di festa.

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Il pudding di Natale, goloso “riciclo” di panettone e pandoro

(di Manuela Zanni) Panettone e pandoro sono i protagonisti della  tavola delle feste.Dai  classici e tradizionali alle versioni al cioccolato, pistacchio, agrumi, frutti di bosco, solo per citarne alcune, le nostre dispense straripano di buste trasparenti da cui si  intravedono a malapena, da una fitta coltre di  zucchero a velo, fette dorate che giacciono esanimi. Ecco un’ idea golosa  per ridare loro nuova vita: il pudding di Natale.

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Gli struffoli napoletani : origini e ricetta di un dolce sempiterno

(di Manuela Zanni)ll Natale offre infiniti spunti gastronomici attraverso cui cimentarsi in una estenuante  “gara culinaria” all’ultimo boccone. Quando, poi, si ha una madre napoletana e un padre siciliano inevitabilmente ogni ricorrenza da festeggiare diviene un’ inesauribile carrellata di portate partenopee e panormite che si alternano, come giocatori di squadre diverse, che in una partita si “rubano” continuamente la palla al fine di decidere la squadra vincente. Per fortuna a tavola non ci sono né vincitori né vinti.  Le origini e la “preziosa” ricetta degli struffoli napoletani. Continua a leggere