Origini e virtù del rabarbaro, il “burbero” dal cuore dolce

(di Manuela Zanni) Il rabarbaro è una pianta perenne che, cioè,  non  è legata ad una stagione precisa  e non è necessario riseminarle ogni anno. Scopriamone le proprietà benefiche e una golosa ricetta.

In genere quando si parla di rabarbaro l’associazione immediata è con le caramelle o con il liquore preparati con questa pianta, caratterizzati entrambi da un gusto tendenzialmente amarognolo. Questi prodotti si ottengono usando la radice del rabarbaro che conferisce il caratteristico sapore. Le coste della pianta, invece, hanno un sapore completamente diverso: molto più dolce, e si prestano a moltissimi usi in cucina in particolare per fare dolci, torte e marmellate.

Le coste di rabarbaro sono poco conosciute in Italia ma molto usate in altri paesi europei. La pianta del rabarbaro, infatti, è costituita da una grossa radice, da cui nascono coste e foglie di cui, le prime hanno un caratteristico colore tra il verde chiaro e il rosso acceso a seconda della varietà, mentre le foglie sono di ampie dimensioni e di color verde smeraldo. Nel mese di aprile la pianta fiorisce in un’esplosione di piccoli fiori bianchi che ben contrastano con il colore vivace dei fusti rendendo questa pianta adatta anche a scopo ornamentale. Dal punto di vista climatico, pur non amando il caldo (non a caso è tipico del nord Europa), il rabarbaro si può coltivare oltre che negli orti di montagna, anche in ombra, purchè non in pieno sole.
Pianta originaria della Cina e del Tibet, il rabarbaro è diffuso anche in Europa e nel resto dell’Asia. Per le sue importanti proprietà benefiche naturali l’uso del rabarbaro viene fatto risalire già al 2.700 a.C., epoca dell’imperatore cinese Shen Nung, mentre l’origine del nome deriva inoltre dall’unione di due parole greche: “ra” ovvero pianta e “barbaron”, utilizzata per indicare che era solita la coltivazione di tale erba tra le tribù “barbare”.
Oltre all’acqua di cui è composta al 93%, la pianta del rabarbaro contiene fibre, carboidrati, proteine e zuccheri. Presenti anche alcune vitamine, soprattutto dei gruppi A e B, mentre vi sono in misura ridotta anche le C, D, K e J. Nel rabarbaro troviamo, inoltre, la presenza di sali minerali, tra cui calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio e selenio. La principale azione associata al rabarbaro è quella digestiva poiché, se assunto in piccole dosi, produce un effetto di stimolo nei confronti della secrezione dei succhi gastrici. Questa azione rende il rabarbaro, un possibile rimedio naturale per la stitichezza cronica oltre ad essere consigliata come soluzione erboristica contro le malattie croniche del fegato. Di seguito vi proponiamo la ricetta di una crostata semplice da preparare e gustosa da mangiare.

Crostata di rabarbaro 

Ingredienti
Per la base
300 gr di farina di grano tenero
200 gr di burro (se preferite margarina senza grassi idrogenati)
100 gr di zucchero (se preferite di canna)
un pizzico di sale
Per il ripieno
500 gr di formaggio quark (i vegani possono usare il tofu)
70 gr di zucchero (se preferite di canna)
100 gr di rabarbaro in pezzi

Impastate la farina con lo zucchero, il burro e il pizzico di sale e lasciate riposare l’impasto per un’ora in frigo. A questo punto stendetelo su una teglia tonda di 28 centimetri di diametro. Per il ripieno preparate una crema con il formaggio  e lo zucchero. Ricoprite la base della torta e aggiungeteci sopra una manciata di rabarbaro a pezzetti. Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 35-40 minuti.  Decorate la torta utilizzando un bruciatore per caramellare la superficie che avrete ricoperto di zucchero.

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