Gli spaghetti “sciuè sciuè”, un primo veloce per tutti i palati

(di Manuela Zanni) Vi sono termini dialettali  il cui suono è onomatopeico ovvero è in grado di riportarci immediatamente all’immagine dell’oggetto a cui si riferiscono. Nel caso in cui si tratti di termini riferiti al cibo, può capitare, addirittura, di sentirne il profumo e il gusto. E’ questo il caso dei cosiddetti spaghetti sciué sciué, termine che in dialetto napoletano è un avverbio che significa “presto presto”.

Preparare piatti succulenti in breve tempo è un ambizione di molti. Spesso però, la maggior parte delle ricette richiede molto tempo a disposizione e parecchi ingredienti necessari. Nasce quindi l’esigenza di trovare delle pietanze facili e veloci da preparare pur non rinunciando al sapore unico. Gli spaghetti sciué sciué, fanno al caso nostro. Si tratta, infatti, di un primo piatto indicato per chi ha a poco tempo disponibile. Oltre ad essere una ricetta veloce, ha anche poco apporto calorico poiché basata su ingredienti semplici e facilmente reperibili. Di seguito ve ne proponiamo una versione alla sicula che della ricetta originaria mantiene la semplicità pur avendo il gusto inconfondibile di ingredienti della nostra Isola.

 

Spaghetti “sciuè sciuè”

Ingredienti
350 gr. di spaghetti
500 gr di pomodorini ciliegini
10 foglie di basilico
una bella manciata di capperi di Pantelleria
uno spicchio d’aglio
olio extravergine d’oliva
sale e pepe q.b.

Lavate i pomodorini e tagliateli a metà. In una padella rosolate l’aglio con l’olio, quindi tuffatevi i pomodorini. Nel frattempo dissalate i capperi in acqua e asciuteli bene. Quindi uniteli ai pomodorini in padella. Intanto cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata e non appena al dente metteteli a finire la cottura nella padella con il condimento a cui unirete uno o due mestoli di acqua di cottura. In questo modo l’acqua che contiene amido renderà cremosi i vostri spaghetti e quando, una volta impiattati, li arrotolerete con la forchetta, vi sembrerà quasi di sentire il rumore “sciuè sciuè”. Provare per credere!

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