La “cassatedda di ciciri”, quando dall’arte di arrangiarsi nascono capolavori

Le cassatelle, “cassateddi” in siciliano, sono dolci tipici del territorio trapanese, e  in generale,  di tutta la Sicilia, cambia soltanto il nome. Nel marsalese, per esempio, prendono il nome di “cappidduzzi che, in dialetto, significa cappellini. Anche se il termine cassatelle, fa subito venire in mente la cassata siciliana, va precisato che sono totalmente diverse  e che hanno soltanto in  comune –  e  non sempre  comunque– la crema di ricotta. cassateddaIn ogni caso si tratta di un dolce composto da un involucro di pasta elastica e sottile, farcito in vari modi. Principalmente è la crema di ricotta a farla da padrona, a Partinico, in provincia di Palermo, le preparano con una crema di ceci, zucchero, cannella, cioccolato e zuccata ed è il dolce tipico della festività di S. Giuseppe . A Questa crema di Ceci, in altre località, si aggiungono le mandorle tostate .
La variante partinicese ha la sua motivazione nel tentativo delle mamme di una volta di creare dei dolci gustosi,  per i propri bambini,  con ingredienti economici come i ceci.

Dall’arte di arrangiarsi di cui le  donne siciliane sono delle vere e proprie maestre è nato così un capolavoro del gusto : la “cassatedda di ciciri” .
Si tratta di  un goloso dolce tipico dell’areale partinicese,  ripieno di purea di ceci, cioccolato fondente, spezie e frutta candita, che viene poi fritto nell’olio e ricoperto con zucchero aromatizzato alla cannella.
Questa golosità tutta da mordere, come  tante altre tipicità locali, tuttavia,  a causa delle profonde differenze  che si riscontrano da un paese all’altro unite alla scomparsa delle generazioni più anziane, sono  finite per parecchio tempo nel dimenticatoio  restando “in vita”  soltanto  ambiti territoriali limitati.

Paolo Antico

Dal Maestro Pasticciere Paolo Antico della pasticceria La Preferita di Partinico nasce l’idea di recuperare questo antico dolce, ricordo d’infanzia, e grazie alla preziosa sinergia con Slow Food, da sempre impegnata nel recupero dei prodotti, tradizioni e antiche ricette popolari  e in collaborazione con la pro loco di Partinico nella persona del responsabile Matteo lo Duca,  la “cassatedda di ciciri” è entrata di  diritto a far parte della Comunità del Cibo.
In particolare, la Condotta di Palermo, sotto la guida di Laura Elici, grazie al prezioso intervento di Mario Indovina dell’Esecutivo Regionale di Slow Food  si è fatta  promotrice, del  recupero della ricetta delle “cassatelle di  ciciri” rivisitata con l’inserimento di ceci biologici, miele di ape nera sicula, cioccolata fondente di qualità e frittura in olio extravergine di oliva.

Real Cantina Borbonica

Il debutto della Cassatedda di Ciciri è avvenuto lo scorso 3 febbraio presso la   Real Cantina Borbonica di Partinico dove si è svolta una serata dedicata a questa antica golosità di fine pasto che è stata presentata nella sua versione definitiva sancendo così la nascita ufficiale della Comunità del Cibo della “Cassatedda di Ciciri” partinicese.
Prima di gustarla, lo chef Gioacchino di Franco ha preparato 2 assaggi  il cui filo conduttore è stato la valorizzazione delle materie prime.  Il primo assaggio  è consistito in una vellutata di ortiche, borragine, broccoletti, ceci e polvere di carote accompagnata con crostini di pane di tumminìa, finocchietto selvatico e condita con olio extravergine d’oliva.

vellutata di ceci ed erbe spontanee

Il secondo assaggio era un risotto alle erbe spontanee con guanciale di suino nero, semi di zucca tostati, ricotta di cinisara liquida e crumble di panlimone.
Dulcis in fundo è arrivata la vera protagonista della serata. La cassatedda di ciciri, servita insieme a tutti gli ingredienti scomposti in modo da poterli apprezzare singolarmente, prima di assaporarne l’armonia e l’equilibrio.
Ai piatti è sono state  abbinate dal sommelier Totò Bonura, che ne ha anche raccontato le caratteristiche insieme al proprietario Francesco Cossentino,   tre etichette dei  vini dell’Azienda agricola Cossentino e, in particolare

Vini Azienda Agricola Cossentinoparticolare :

 

Gadì Catarratto Doc Sicilia 2017
– Lioy Igp terre siciliane 2015
– Muscarò moscato delle rose s.a.

 

 

 

 

Di seguito vi riportiamo la ricetta della Cassatedda di Ciciri, gentilmente fornitaci in esclusiva dal Maestro Pasticciere Paolo Antico .

Cassatedda di Ciciri

Ingredienti 

Per l’impasto
1 kg di  farina di rimacino
gr 300 di strutto
gr  150  di vino bianco
gr 100 di zucchero semolato
acqua qb
2 tazzine di caffè
cannella qb
bacche di vaniglia qb
Per il ripieno
500 gr di ceci
150 gr gocce di cioccolato fondente
miele d’acacia
cannella  regina in polvere
zuccata  a pezzi

Mettete a mollo i ceci per una notte. Il giorno dopo fateli bollire fino a che non saranno ben cotti quindi scolateli molto bene e riduceteli in purea. Nel frattempo preparate un impasto omogeneo lavorando la farina insieme a tutti gli ingredienti in modo che risulti una pasta elastica, liscia e compatta.
Unite alla purea di ceci la zuccata in pezzi, le gocce di cioccolato, il miele e la cannella. A questo punto stendete l’impasto con l’aiuto di un mattarello ottenendo una sfoglia molto sottile da cui ricaverete dei dischi al cui interno posizionerete un cucchiaio di ripieno. A questo punto  chiudete le cassatedde sigillando il bordo con il dito bagnato d’acqua in modo che i due lembi si “incollino”.

A questo punto friggete le cassatedde in abbondante olio d’oliva e passatele nello zucchero semolato aromatizzato alla cannella.

 

 

 

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