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Domenica in centro storico di Palermo tra antichi palazzi e ricette tipiche

Chi ha detto che per trascorrere una domenica rigenerante e rilassante all’ insegna del buon cibo e del “bien vivre”, sia necessario allontanarsi dalla città e fare la classica gita domenicale “fuori porta”? Se avrete voglia di conoscere una valida alternativa, non vi resta che seguirci in questo interessante tour cittadino alla scoperta delle iniziative e dei piatti tipici, che offre il centro storico di Palermo, in una soleggiata domenica di fine aprile.

La nostra passeggiata inizia dalla celebre Piazza Marina, che rappresenta, a ragion di merito, il fulcro dei  palazzi più antichi  e famosi della città di Palermo, che, oggi opportunamente restaurati,  riportano ad atmosfere ottocentesche grazie alle loro tipiche facciate che vanno dal color  “carta da zucchero” ( il cui  nome  si rifà all’ antico colore di una nota marca di  zucchero) al rosso pompeiano.

La prima doverosa tappa prevede caffè e cornetto allo storico bar di Piazza Marina, il Caffè Lucà,  dagli arredi in stile liberty e dalle splendide vedute sulla piazza , dolce preludio al ricco programma che ci attende. Così corroborati, possiamo finalmente “buttarci nella mischia” insieme alle persone che affollano ogni domenica, come pellegrini diretti alla Mecca,  le coloratissime bancarelle del mercatino dell’ usato e dell’ antiquariato che adornano,  come una collana di pietre preziose intorno al collo di una bella donna, l’ottocentesca  Villa Garibaldi.

La villa, dedicata all’eroe risorgimentale per celebrare la nascita del Regno d’Italia, vanta un  giardino che occupa la parte centrale di piazza Marina all’interno del quale si possono ammirare alcuni rari esemplari di Ficus Magnolioides dagli enormi tronchi e radici aeree. La bella inferriata che “cinge” la villa è stata progettata dal  celebre architetto Filippo Basile e al suo interno è possibile ammirare  alcuni edifici decò e un’ampia fontana.

Servizi di porcellana finemente decorati e bordati d’oro, antiche scatole di latta di biscotti, cacao, caffè e tè, posate d’argento, lampadari dai cristalli sfavillanti, tele di artisti sconosciuti che raffigurano paesaggi e volti di donne, pietre preziose e suppellettili varie rubate al mare,  questo e tanto altro ancora è il variopinto spettacolo che si offre agli occhi di chi la domenica mattina decide di fare un tuffo nel passato e di ritrovare sé stesso tra antiche foto e vecchi vinili, dopo una frenetica settimana di lavoro.Qui il tempo sembra essersi fermato, tutti hanno un’aria rilassata e serena, quasi sonnecchiante, dimentichi del caos e del frastuono che caratterizza i giorni lavorativi, tutti, persino i venditori, appaiono piacevolmente sommersi da un’intorpidita dimensione onirica tipicamente domenicale.

Di fronte alla Villa Garibaldi, svetta,  quasi a fare da guardia alla “bella signora” piazza Marina, l’aristocratico Palazzo Fatta,  di origine seicentesca, restaurato durante il Sette e Ottocento, il cui salone  è decorato con un affresco settecentesco, opera di Antonio Manno,  che raffigura  il “Trionfo delle Arti Liberali”.

E così passeggiando dobbiamo ammettere che sarebbe il caso di consumare il primo pasto serio della giornata e, visto che è domenica e che è anche una splendida giornata, il desiderio di un panino con le panelle, sempre latente in ogni estimatore di questo emblema dello “street food “palermitano, diventa sempre più concretamente una piacevole realtà. Giungiamo così  da “Franco u Vastiddaro”  all’inizio di corso Vittorio Emanuele quasi teletrasportati in trans guidati dall’odore invitante della frittura di tutto il “friggibile”. Gli estimatori  preferiscono cospargere questi “croccanti  fazzoletti dorati ” di succo di limone spremuto “a vivo”, incuranti del fatto che lo stesso succo colerà  inevitabilmente dalle mani fino ai gomiti,  poiché il senso di “leggerezza” che il prezioso agrume regala alla frittura, consente loro di “ingurgitarle” una dopo l’altra senza sentirsi appesantiti.

Così rifocillati possiamo proseguire il nostro percorso che ci condurrà lungo Corso Vittorio Emanuele, attraverso Via Roma, fino a giungere ai Quattro Canti, crocevia e snodo dell’antica Palermo, nelle cui nicchie si possono ammirare, quasi a far da sentinella le 4 sante, Agata, Cristina, Ninfa e Oliva, originarie patrone della città, prima che il testimone passasse all’attuale e imperitura Santuzza ovvero Santa Rosalia). Durante il percorso, non trascurate di guardare alla vostra sinistra, facendo una piccola deviazione verso Piazza Pretoria, detta anche “Piazza delle Vergogna” per la nudità delle statue che compongono la bellissima fontana che ne costituisce il cuore, scolpita tutta in marmo di Carrara dallo scultore Francesco Camilliani.

Proseguendo lungo il Cassaro, se foste dotati di buona volontà e amate camminare, avrete in premio una delle più belle visioni che possiate immaginare, la splendida Cattedrale di Palermo, un vero e proprio gioiello di architettura riconducibile soprattutto al periodo normanno. Al suo interno sono custodite le tombe reali di Federico II, di suo padre Enrico VI, di sua madre Costanza d’Altavilla, e del nonno Ruggero II fondatore del Regno delle Due Sicilie. Prezioso il tesoro della Corona imperiale, insieme agli anelli e fregi del manto di Federico II. La Cripta ospita, inoltre, le tombe degli Arcivescovi di Palermo. Imperdibile l’esperienza di salire sui  tetti della cattedrale sia per la loro bellezza che per lo spettacolo che si manifesterà ai vostri occhi. Da ripetere sia di giorno che di sera.

Dove mangiare

A questo punto, il panino con le panelle sarà stato già abbondantemente digerito, e vi sarà venuta fame.

Non vi sarà difficile trovare ristoro in uno dei tanti ristoranti disseminati lungo il Cassaro, se poi volete un posto alla buona e non avete la pretesa di un tovagliato in georgette, in cui gustare le tipicità locali, andate dalla Zia Pina, dove sarà lei stessa in persona a cucinare i piatti e ad accogliervi come se foste vecchi amici. Ne uscirete sazi di cibo ed ebbri di vita. 

Di seguito la ricetta delle panelle siciliane nel caso in cui vi venisse la voglia di prepararle in casa.

Panelle

Ingredienti

  • 500 gr di farina di ceci
  • un litro e mezzo di acqua
  • prezzemolo
  • sale e pepe q.b.

Fate sciogliere la farina a freddo nell’acqua. Quindi unite e il prezzemolo. Appena sarà sciolta, cuocete a fuoco moderato e girando  fino a che il composto non si sia solidificato. Versate tutto il composto su una superficie  liscia e umida (preferibilmente di marmo)  e lasciate raffreddare e solidificare per bene. Appena il composto sarà raffreddato e solidificato tagliatelo a fette quadrate o triangolari di medio spessore e  friggetele in abbondante olio bollente. Servite ben calde  condite con sale, pepe e limone e accompagnate da pagnotte con cimino.

Quando alla passione per il cibo, inteso nella sua accezione più nobile di storia e cultura della gastronomia, si unisce quella per la scrittura, può divenire forte l’esigenza di creare un contenitore in grado di riunire tutte le tematiche che ruotano intorno a questo inesauribile argomento.

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