Eventi di "gola"

La crostata di gelo di anguria in inverno? Perché no?

“Chi fa dolci il ciel l’aiuta” diceva un noto spot televisivo che reclamizzava una polvere lievitante in grado di fare miracoli. Ed, in effetti, quella pasticcera è un’arte che richiede, oltre che grande precisione, anche una buona dose di fortuna.

Non è un caso, dunque, se le persone a cui meglio riescono i dolci sono quelle più calme, serene e, soprattutto, motivate al punto da trarre beneficio non solo dal risultato ottenuto ma anche dall’atto in sé della preparazione.

Ciò avviene perché preparare dolci per gli altri migliora l’umore ed  ha innumerevoli effetti positivi non solo sulla salute di chi li prepara ma anche su quella delle persone che ne beneficiano.

A supporto di questa tesi anche il parere di psicologi di tutto il mondo secondo cui <<che si tratti di un’occasione speciale, di una festività o di una semplice “voglia di dolce” quando si impastano i biscotti e si creano delle torte con le proprie mani si dà vita a una forma produttiva di comunicazione e di espressione di sé>>.

Sull’argomento esiste tanta letteratura che conferma la connessione tra la creatività in tutte le sue forme e il benessere generale. La pittura, la musica, la cucina sono tutte fonti attraverso cui l’organismo ottiene una diminuzione dello stress derivante dal dare sfogo alla propria modalità espressiva. Se questo vale quando i dolci vengono cucinati per sé poiché ci si riesce a concentrare sul proprio obiettivo lasciando andare i pensieri tristi, quando viene fatto per gli altri, i propri sentimenti trovano espressione e gratificazione nella certezza dell’ appezzamento e riconoscimento.

Ciò equivale ad un atto di generosità che raddoppia il proprio valore grazie al senso di benessere provato dall’altro. Non è azzardato, dunque, affermare che la terapia culinaria possa rappresentare un toccasana per la lotta contro lo stress e per il raggiungimento della felicità.

Il senso della condivisione aumenta in maniera esponenziale quando, poi, il dolce preparato ha un valore che va oltre il suo gusto.

Può essere il caso di un dolce che è il simbolo di una ricorrenza particolare, che si prepara per tradizione o, molto più semplicemente, che rappresenta il ricordo di un momento felice che si riattualizza nella preparazione e relativa condivisione di un gusto che passa attraverso il ricordo acquisendo così l’ inestimabile valore di “cibo della memoria”.

E se si trattasse di un momento di spensieratezza estivo? Se fosse il ricordo di una vacanza e se il dolce in questione fosse la tanto apprezzata protagonista delle tavole estive siciliane ovvero la crostata al gelo di mellone (termine con il quale in Sicilia si definisce l’anguria) e se l’occasione fosse un compleanno di inizio gennaio???
Nessun problema. Basta solo a pensarci in tempo e congelare il succo di anguria spremuto mentre si è in vacanza e il gioco è fatto. Se poi a prepararlo è una psicologa con la passione per i dolci che ha nelle sue “cartucce” tante ricette  golose con cui non sbaglia mai un colpo  il successo è garantito e vi capiterà di  spegnere 45 candeline (o qualsiasi altra età compiate) su una superba crostata di gelo di mellone anche se, come me, siete nati in gennaio. Di seguito la semplice e gustosa ricetta gentilmente fornitaci da Josie Bruno a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti.

Crostata al gelo di mellone (anguria)

Per la frolla: 500 gr. di farina, 120 gr. di olio di semi di girasole, 120 gr. di zucchero (di canna), 2 uova (di galline allevate all’aria aperta o uno yogurt di soia), un pizzico di sale.

Per il gelo di mellone: 1 lt. di succo di anguria, 80 gr. di zucchero, 80 gr. di amido, gocce di cioccolato fondente, pistacchi tritati, fiori di gelsomino.

Lavate i gelsomini e metteteli a bollire in poca acqua  quindi fate raffreddare.Impastate la farina con lo zucchero semolato, (le uova) , la margarina e un pizzico di sale. Appena l’impasto sarà omogeneo, ricopritelo con una pellicola trasparente e ponetelo in frigo per circa mezz’ora . Intanto setacciate la polpa di anguria, unite lo zucchero, l’amido e l’infuso di gelsomino, mescolate e fate addensare.  Stendete la pasta frolla in due sfoglie. Con la prima , foderate il fondo e i bordi di una teglia imburrata e infarinata. Quindi versate il gelo ancora caldo e ricoprite con le strisce di frolla. Sigillate i bordi e infornate a 180° per quaranta minuti circa. Appena si raffredda spolverizzatela  con le gocce di cioccolato e i pistacchi tritati.

Quando alla passione per il cibo, inteso nella sua accezione più nobile di storia e cultura della gastronomia, si unisce quella per la scrittura, può divenire forte l’esigenza di creare un contenitore in grado di riunire tutte le tematiche che ruotano intorno a questo inesauribile argomento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *