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Duca di Salaparuta: “Vendemmia di qualità per autoctoni ed internazionali”

Anche la vendemmia 2020 in Sicilia si conclude nel mese di ottobre con gli ultimi rossi che partono per le Cantine di vinificazione. Duca di Salaparuta è felice di confermare il livello qualitativo molto buono delle uve sia autoctone che alloctone, con alcune speciali punte di eccellenza, sia per i bianchi che per i rossi.

La vendemmia è iniziata, nei primissimi giorni di agosto, con le uve a bacca bianca, il primo ad essere raccolto è stato il Pinot Grigio, successivamente si è proseguito con la raccolta delle uve Chardonnay, seguite da quelle del Sauvignon Blanc, del Vermentino, del Grillo, dello Zibibbo e dell’Inzolia. Nel frattempo, nell’ultima settimana di agosto, si è iniziata la raccolta delle uve rosse partendo con il Merlot, a cui è seguito il Syrah, il Frappato ed il Nero d’Avola.

IL CLIMA
Le ultime piogge primaverili hanno assicurato ai suoli una riserva idrica che in estate ha permesso una regolare maturazione delle uve nonostante le temperature diurne estive si siano confermate piuttosto elevate.
Il clima ventilato ed asciutto, unitamente all’escursione termica giorno/notte, sono stati importanti fattori che ci hanno assicurato la conservazione degli aromi varietali delle diverse cultivar nelle diverse Tenute Duca di Salaparuta.

I BIANCHI 

Ottimi i risultati per quanto riguarda i vini bianchi ottenuti nella tenuta di Suor Marchesa a Riesi, bellissima l’espressione del carattere varietale del Sauvignon Blanc, così come quella dello Zibibbo entrambi vini eleganti e vivaci nel contempo. Il Vermentino decisamente di grande soddisfazione, fresco e solare, di notevole personalità che niente invidia alle regioni italiane in cui questo vitigno si coltiva per tradizione. Per quanto riguarda il Grillo e l’Inzolia, sono state effettuate delle selezioni in vigna, ovvero le uve provenienti da alcuni vigneti abbiamo deciso di vinificarle in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, mentre altre, quelle identificate “migliori”, hanno dato origine ad un mosto che ha fermentato direttamente in barriques collocate in cella frigo, quindi con un perfetto controllo della temperatura. Nel primo caso sono stati ottenuti vini profumati e freschi, nel secondo vini più importanti, che stanno proseguendo il loro percorso di affinamento nei piccoli fusti di rovere in cui sono nati.

I ROSSI

Passando ai vini rossi, il Merlot è risultato di buon livello, così come il Nero d’Avola che, grazie alla variabilità degli impianti, genera  vini che esprimono un carattere varietale molto ben definito con caratteristiche simili tra di loro ma nel contempo diverse, ciascuna adatta all’obiettivo enologico che ci siamo posti in partenza. Il Frappato si è confermato un vino molto profumato, fresco e vivace al palato. Anche il Pinot Nero, è stato di soddisfazione sia per quanto riguarda le uve destinate alla base spumante, raccolte nella prima decade di settembre, come pure per la restante parte che è stata raccolta successivamente per arrivare al completamento della maturità dei polifenoli necessaria per ottenere un vino rosso elegante e strutturato destinato poi all’affinamento in barrique.
Infine per quanto riguarda il Nerello Mascalese nella tenuta di Vajasindi sull’Etna, si è quasi in dirittura d’arrivo per quanto riguarda la maturazione delle uve per poter procedere alla raccolta nell’ultima settimana di ottobre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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